Sono disponibili on-line i due brani realizzati a sostegno dell'iniziativa tivotose.
Entrambe le opere presentano il tema del carnevale, del divertimento, dei capannoni che mancano, dei mesi di sacrificio appassionato, distrutto dalla pioggia.
Il primo brano, "E' sèmb fest a' Polascèn", scritto e cantato da Zì' M'kél (al secolo Michele Cuscito), e registrato negli studi di kleshamusic.com, è un blues, un blues puro, delle origini, tipicità dell'artista massafrese, maestro nella chitarra acustica e nell'armonica, intrecciate in una deliziosa linea melodica con il testo, rigorosamente in dialetto, che ci ricorda con dettaglio e con rime ricercate ogni piccolo particolare delle nostre giornate carnevalesche, fino alla "preghiera finale", una quasi-rassegnazione del cartapestaio, che, vedendo i propri appelli alle istituzioni volare nel vento, si vede costretto all'implorazione, sarcastica e scaramantica, verso l'entità divina.
Un maestro, uno "Zio".
Il secondo brano, "A Massafr o' bella past sté", scritto, cantato e registrato dalla Compagnia del Triusco, rientra nel loro tipico stile: un funk squisitamente casereccio, incalzante, in cui i rappers si passano il testimone in un crescendo lirico marcato dallo scatenarsi di un testo sarcastico e rabbioso, a tratti arricchito da citazioni "folkloristiche", in un dialetto perfettamente tradizionale, rarità nei giovani massafresi. Ed anche qui il finale quantomai ironico, che la dice lunga sulla condizione ormai insostenibile degli artisti della cartapesta.
Peculiarità, queste, che rendono la Compagnia unica.
Zì' M'kél e Compagnia del Triusco, artisti che amano il carnevale, artisti che amano la tradizione, artisti che amano Massafra.
E non è da poco.
Le due canzoni sono liberamente scaricabili in mp3 dal sito web www.tivotose.splinder.com
Gianfranco Rongo
Membro del workgroup di
www.tivotose.splinder.com

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Sono disponibili on-line i due brani realizzati a sostegno dell'iniziativa tivotose.
Entrambe le opere presentano il tema del carnevale, del divertimento, dei capannoni che mancano, dei mesi di sacrificio appassionato, distrutto dalla pioggia.
Il primo brano, "E' sèmb fest a' Polascèn", scritto e cantato da Zì' M'kél (al secolo Michele Cuscito), e registrato negli studi di kleshamusic.com, è un blues, un blues puro, delle origini, tipicità dell'artista massafrese, maestro nella chitarra acustica e nell'armonica, intrecciate in una deliziosa linea melodica con il testo, rigorosamente in dialetto, che ci ricorda con dettaglio e con rime ricercate ogni piccolo particolare delle nostre giornate carnevalesche, fino alla "preghiera finale", una quasi-rassegnazione del cartapestaio, che, vedendo i propri appelli alle istituzioni volare nel vento, si vede costretto all'implorazione, sarcastica e scaramantica, verso l'entità divina.
Un maestro, uno "Zio".
Il secondo brano, "A Massafr o' bella past sté", scritto, cantato e registrato dalla Compagnia del Triusco, rientra nel loro tipico stile: un funk squisitamente casereccio, incalzante, in cui i rappers si passano il testimone in un crescendo lirico marcato dallo scatenarsi di un testo sarcastico e rabbioso, a tratti arricchito da citazioni "folkloristiche", in un dialetto perfettamente tradizionale, rarità nei giovani massafresi. Ed anche qui il finale quantomai ironico, che la dice lunga sulla condizione ormai insostenibile degli artisti della cartapesta.
Peculiarità, queste, che rendono la Compagnia unica.
Zì' M'kél e Compagnia del Triusco, artisti che amano il carnevale, artisti che amano la tradizione, artisti che amano Massafra.
E non è da poco.
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Gianfranco Rongo
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